La VogaDona raccontata della nostra socia Laura J.P.
Il tempo si preannunciava tempestoso da giorni e per questo il tragitto è stato accorciato.
La sera prima ho partecipato al Corteo delle Luci che alla fine prevedeva di mangiare e bere (soprattutto bere ) tutti assieme. Non ero sicura di come sarebbe andata la vogata inaugurale di VogaDona, ma si è rivelata fantastica.
L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Elena a sostegno delle cause delle donne, la VogaLonga e la Remiera Giudecca. L’evento raccoglie fondi per sostenere lo studio e l’alloggio per le donne rifugiate che arrivano dall’Afghanistan – una causa davvero lodevole.
Il percorso originario partiva dall’isola di San Giorgio in Alga, proseguendo verso Sacca Fisola, San Clemente, San Servolo, Rio dei Giardini, Canale di San Piero e fino al Canale verso Vignole per arrivare alla Certosa ma, viste le condizioni meteorologiche è stata leggermente accorciata per partire da Sacca Fisola.

Incontro per la prima volta le mie compagne di voga, Sara, Stefania e Marilisa, alle 8.30 in cantiere di Punta San Giobbe. Abbiamo il sandolo Simonetta da preparare e si discute su quali remi usare. Sara è in poppa (cioè capo barca e posizionato nella posizione posteriore). I sono a prua come capovoga al remo numero 1, dando il ritmo alle altre compagne.

La cosa sorprendente del canottaggio in stile voga veneta (in piedi e guardando in avanti) è come il gruppo si affiata in poco tempo.
Per arrivare alla partenza della manifestazione, siamo passati sotto il ponte della Ponte della Libertà e attraverso il Tronchetto, la grande darsena costruita per le navi da crociera ma attualmente vuota. La prossima sfida è attraversare il Canale della Giudecca, famoso per essere molto difficile da attraversare, perché molto trafficato e con grande moto ondoso. La mia forcola è un pò alta quindi non è facile, ma riesco velocemente a sistemarla.
Probabilmente a causa del tempo, l’affluenza è piuttosto ridotta ma ci sono circa cinque delle sei caorline femminili e una collezione di barche più piccole come la nostra.
Marzia Bonini, del circolo Giudecca, ci fa un bel discorso di benvenuto e ci dà indicazioni sul percorso e poi, quando le nuvole grigie iniziano ad allontanarsi, partiamo.
L’atmosfera è meravigliosa con canti e tifo. Questo lato delle isole della Giudecca è bello e tranquillo e facciamo rapidi progressi.
Dietro l’Isola San Giorgio Maggiore, ci riuniamo con le altre imbarcazioni per remare insieme attraverso il Bacino San Marco.

Gli organizzatori di VogaLonga fanno un ottimo lavoro per fermare il traffico marittimo mentre attraversiamo questo canale trafficato, ma è comunque un difficoltoso e devo ricordarmi di tenere le mani salde e le ginocchia flesse. È un sollievo entrare nel canale dei Giardini dove riceviamo anche applausi dagli spettatori sui ponti. Passato l’Arsenale, la fine è in vista ed ancora una volta i vaporetti si fermano per farci passare.
La nostra accoglienza alla darsena dell’isola della Certosa è davvero speciale con tanti volontari della Fondazione Elena che applaudono e aspettano di distribuire rose, prosecco e patatine. Le rose si sposano bene con quelle ricamate da Marilisa per decorare la nostra barca. Facciamo una foto di gruppo con tutti i partecipanti e poi ci ritroviamo con un’altra barca dei Nomboli dove ci sono il papà di Stefania, Danilo, la sua famiglia e il marito di Marilisa.
Ad un certo punto da dietro la Giudecca inizia a splendere il sole, tanto che avrei voluto mettermi un po’ di crema solare! Ancora una volta sfidiamo i venti minacciosi per goderci un bel picnic alla Certosa, prima di tornare a Venezia a remi.
La chicca finale è quando Danilo dirige la loro barca verso Fondamenta Misericordia dove al “Bacaro del Gelato” compra per tutti un ottimo gelato.
L’evento è stato gratificante sotto ogni punto di vista. Sono stata contenta di aver partecipato e tutto ciò che devo fare ora è contribuire alla beneficenza.
[Laura J Pritchard | Settembre 2021]
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The weather had been forecast to be tempestuous for days. The route was shortened. I’d been rowing the evening before in the Corteo della Luce, the end of which involved food and drink, lots of drink. I wasn’t sure how the inaugural running of the VogaDona would go but it turned out to be wonderful.
The event was arranged between the Foundazione Elena in support of women’s causes, the VogaLonga and the Remiera Giudecca. The event is raising money specifically to support study and accomodation for women refugees arriving from Afghanistan – a very worthy cause indeed.
The original route was from the island of San Giorgio in Alga, continuing towards Sacca Fisola, San Clemente, San Servolo, Rio dei Giardini, Canale di San Piero and up to the Canal towards Vignole to get to Certosa but, in consideration of the weather was shortened slightly to start at Sacca Fisola.
I meet my fellow rowers, Sara, Stefania and Marilisa for the first time at our boat house (or remiera) in Punta San Giobbe at 8.30am. We have the club Sandolo called Simonetta to prepare and there is some discussion about which oars to use. Sara is in poppa AKA in charge of the boat from the back. I am in prua at the front like “capo voga” with the 1st oar. From there I set the pace and try not to bounce around too much! The amazing thing about rowing voga style (standing up and facing front) with a Venetian club is how quickly the team comes together.
To get to the start of the course we have to row under the Ponte Della Liberta rail and road bridges and through Tronchetto, the vast dock built for cruise ships but currently empty. The next challenge is to get across the end of the Giudecca canal which is renowned for being ‘lumpy’. My oarlock or forcole is a bit high so this isn’t fun but when we meet the other intrepid boats, I’m able to fix it.
Probably because of the weather, the turnout is quite small but there are about five of the six women caorlinas and a collection of smaller boats like ours. Marzia Bonini, from the Guidecca club gives us a great welcome speech and instructions about the route and then, as the grey clouds start to move away we set off. The atmosphere is wonderful with singing and cheering. This side of the islands of Giudecca is nice and calm and we make fast progress.
Behind Isola San Giorgio Maggiore, we regroup to row together across the Bacino San Marco.
The organisers from VogaLonga do a great job of stopping the motor traffic as we cross this busy channel but it is hard work none the less and I have to remember to keep my hands lose and knees bent. It is a relief to enter the Giardini channel where we also get some cheers from spectators on the bridges. After passing by the Arsenale, the end is in sight and once again the vaporetti buses are stopped to let us pass.
Our welcome at the port on the island of Certosa is really special with loads of Foundazione Elena volunteers cheering and waiting to hand out roses, prosecco and crisps. The roses go well with the ones Marilisa embroidered to decorate our boat. We have a group photo of all the participants and then our club is joined by another boat containing Stefania’s Dad, Danilo, her family and Marilisa’s husband.
At a certain point behind Giudecca the sun started to shine and I wished I’d put on some sunscreen. Once again we gamble with the threatened high winds and enjoy a lovely picnic on Certosa before rowing back to Venice. The final treat is when Danilo turns their boat towards Fondamenta Misericordia where he buys us all ice-creams from Bacaro Del Gelato.
The event was fulfilling in every respect. I was glad I took part and all I must do now is contribute to the charity.
[Laura J Pritchard | Settembre 2021]
